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lunedì 23 maggio 2011

Sul Morrone, ripercorrendo gli ultimi passi di Diana e Tamara

La bella escursione di ieri sul Monte Morrone, nel Parco Nazionale della Majella, mi dà l'occasione di raccontare una storia, una brutta storia, che colpì tragicamente il destino di tre ragazze qui nella mia regione, ormai 14 anni fa.

I media ne parlarono abbondantemente, ma rinfresco un po' la memoria con un breve riassunto di quel che accadde quel maledetto 20 agosto del 1997.

Tre ragazze di Albignasego, in provincia di Padova, Diana Olivetti (23 anni), sua sorella minore Silvia (21 anni) e la loro amica Tamara Gobbo (23 anni), stavano passando le loro vacanze in campeggio nella zona di Caramanico Terme, ai piedi della Majella. Durante un'escursione sul Monte Morrone incontrarono un pastore di origini macedoni, Alivebi Hasani. In un primo momento Hasani si mostrò gentile, indicando loro il sentiero da seguire per evitare alcuni cani pastori. Ma poi, armato di pistola, le raggiunse in un boschetto e uccise Diana e Tamara. Silvia, ferita anche lei, riuscì a fingersi morta e a fuggire. Ferita all'addome riuscì in circa cinque ore di disperato cammino a raggiungere un abitato dando l'allarme.

Quei giorni segnarono profondamente la mia regione e tutt'oggi, da appassionato di montagna ed escursionismo, è uno degli eventi di cronaca nera che ancora ricordo perfettamente.


Il Parco Nazionale della Majella è abbastanza distante dal mio paese. E quindi raramente sono riuscito a venirci per fare escursioni. In questi anni, molto spesso, ho percorso l'autostrada che da Pescara arriva a Roma ed in lontananza ogni volta vedevo il Morrone ricordandomi che una montagna secondaria come questa aveva avuto il suo momento di fama per via di questa brutta storia. E ogni volta mi ripromettevo di salire anch'io in quel luogo. Per vedere anch'io personalmente quelle vedute e quei panorami che le due ragazze videro nei loro ultimi momenti di vita.

Ieri finalmente ho avuto l'occasione di percorrere insieme agli amici del Cai di Pescara proprio il sentiero che queste tre ragazze percorrevano quel lontano 20 agosto. Partendo come Diana, Silvia e Tamara dal Passo San Leonardo, sono arrivato nella località in altura che si chiama Mandra Castrata, nel comune di Pacentro, dove ancora oggi i pastori non vogliono portare più i loro greggi, quasi in segno di rispetto. Ho visto il rifugio di Capo Posto, dove Hasani si riparava. Ed ho visto, lì nelle vicinanze, il rifugio che la sezione del Cai di Sulmona ha intitolato a Diana e Tamara. Proprio lì vicino si trova il boschetto dove è avvenuta la terribile aggressione.
Nelle vicinanze si trova la lapide commemorativa, posta personalmente da Silvia e dai genitori delle due ragazze uccise da Hasani. Una bella foto di Diana e Tamara sedute su un pendio pratoso è stampata su una mattonella di ceramica incastonata sulla lapide commemorativa.


Ne riporto l'iscrizione:
"A DIANA E TAMARA

nel fiore della loro gioventù una folle
mano omicida venne a violare la pace
di questo suolo immacolato.
Le cime di questi monti elevino al cielo
la nostra preghiera insieme ai più
commossi sentimenti di cordoglio per
Diana e Tamara!
Mandra Castrata (Pacentro) 20-8-1997

SILVIA FA DA GAZZELLA
CORRI, CORRI!
CIAO, ARRIVEDERCI
I Genitori



Per completezza segnalo un articolo di quei giorni:

Qui la testimonianza di Silvia nell'aula del tribunale de L'Aquila:


Ecco, invece, l'album fotografico dell'escursione di ieri.





Posti caratterizzati da prati fioriti e panorami mozzafiato, ma purtroppo segnati per sempre da questa brutta storia.

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