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domenica 31 dicembre 2006

Saddam. Fine della farsa made in USA.

Ieri è stato giustiziato un dittatore. Una persona che si è resa responsabile dei peggiori crimini contro l'umanità. Le immagini di Saddam che si avvicinava alla forca sono state trasmesse dai telegiornali. Qualcuno protesterà. Io personalmente sono contento. Trovo positivo che la gente veda coi propri occhi cosa significhi condannare a morte. Penso che molti ne parlino senza rendersene conto. Spero che il senso di ribrezzo per l'evento che ho provato io durante il pranzo di ieri l'abbiano provato in molti. Scene da censurare? Ma quando mai... Rendiamoci conto che la realtà delle cose è quella e togliere la vita ad un altro uomo, chiunque egli sia, fa star male. Almeno a chi come me ha ancora una certa umanità da dimostrare in questo mondo.

Io sono fermamente contario alla pena di morte. Negli anni abbiamo sviluppato molti altri sistemi per far scontare una pena: ergastolo, lavori socialmente utili. Non si può fare giustizia macchiandosi di un assassinio. Anche noi italiani ci siamo macchiati in passato dello stesso crimine. Mussolini più o meno ha avuto lo stesso trattamento di Saddam, anzi, un po' più popolare e meno ufficiale.
Ma nel terzo millennio, un paese che si vanta di essere il più civile del mondo (e non lo è assolutamente), non può abbassarsi ad un gesto così meschino come punire un criminale togliendogli la vita.
Questa non è giustizia. Questa è vendetta.

Vedere Saddam che si avvicinava alla forca a me ha fatto un bruttissimo effetto. Spero anche a molti altri. E chi, invece, ha provato un senso di giustizia, beh, a me spaventa veramente molto. Quello è solo un volgare senso di vendetta. Non è nessuna giustizia e soprattutto è il segno che a livello civile siamo ancora solo qualcosina in più degli animali.



Fortunatamente la Chiesa ha giudicato la condanna di Saddam come una cosa sbagliata. Ogni tanto per fortuna mi posso compiacere delle posizioni prese dal Vaticano (ma non poteva fare un bel po' di chiasso in più prima dell'esecuzione?).
Per fortuna che c'è internet dove molte persone possono esporre liberamente i propri pensieri. Molti miei amici hanno detto la loro e molti blogger hanno detto cose molto più interessanti dei nostri politici.
Voglio segnalare solo le considerazioni di Beppe Grillo che rispecchiano pienamente le mie idee. Le trovate qui: http://www.beppegrillo.it/2006/12/saddam.html.
La libertà di espressione che offre la rete mi fa capire veramente molte cose. Ad esempio che Grillo per le sue idee progressiste potrebbe essere un ottimo politico. E anche che Bush non sarebbe in grado nemmeno di essere un comico decente. Magari i mass media classici come la televisione riuscissero a mostrare veramente certe cose. Non dimentichiamoci che qualche decina di anni fa Saddam agli americani stava veramente simpatico.

Voglio concludere inserendo un mio commento lasciato nel blog del mio amico Andrea dove dico la mia sulla pena di morte:


"
Io penso che nessuno abbia il diritto di prendere decisioni sulla vita di un altro uomo.
Chi si esprime favorevole alla pena di morte, non dico che sia alla pari di Saddam Hussein, ma sotto sotto penso che sia della stessa pasta.

Molto spesso tendiamo a giustificare certi comportamenti di reazione e certi atteggiamenti basandoci sulle azioni di chi stiamo giudicando e molti tendono a giustificare addirittura la pena capitale. Questa cosa lascia trasparire in fondo in fondo un certo spirito di vendetta, che comunque sia ci rende
non al di sopra delle parti per poter giudicare. Inoltre lo trovo anche molto infantile come modo di fare e non degno di persone mature. Alcuni nostri politici poi si sono resi ridicoli relazionando la protesta di Pannella per la condanna di Saddam alla decisione che è stata presa per Welby e qui siamo in piena farneticazione.

Rinfacciamo quello che volete a Saddam. Ma non dimentichiamoci che lui lo giudichiamo così con odio solo perché è circa 15 anni che si dà risonanza alle sue azioni.

Chi lo sta giudicando, e sto parlando degli americani e non di quella giuria fasulla che c'è in tribunale, non sono conosciuti per aver avuto in passato dei comportamenti migliori.

Qualche anno fa trovai in rete questo scritto:
http://www.maury.it/download/america.txt
Lo stesso Bush penso che dovrebbe avere sulla coscienza abbondantemente qualche decina di migliaia di vite umane (americani e non) e anche se non le ha uccise lui direttamente, ne è colpevole a tutti gli effetti.


Per il resto io sono fermamente contrario alla pena di morte. E penso che qualsiasi manifestazioni di odio, nella migliore delle ipotesi, può solo generare altro odio.

Chi su in alto, da noi, in America o anche in Iraq si ritiene autorizzato a poter far togliere la vita ad un altro uomo, penso che sia una persona assolutamente non all'altezza del ruolo che ricopre e di sicuro non è assolutamente la persona adeguata a giudicare.

"

1 Commenti:

Alle 31 dicembre, 2006 12:54 , Blogger Andrea Sacchini ha detto...

Mi viene in mente una frase del buon vecchio Aristotele: "Vi è differenza tra vendetta e punizione: la punizione ha come fine chi la subisce, la vendetta, invece, chi la effettua per avere soddisfazione".

 

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